Quando, quasi un anno fa, siamo arrivati qui a Gran Canaria, ero piena di buoni propositi e di progetti, poi strada facendo Luca ed io abbiamo dovuto essere il più flessibili possibile per poter “andare avanti”. Essere venuti qui due volte prima del grande passo, pur con la mission di scoprire e capire il più possibile come funzionano le cose, non é stato sufficiente, anche perché, comunque, ti senti un po’ in vacanza. Ed é una percezione pericolosa che ti accompagna anche le prime settimane dopo il trasloco…
All’inizio ci eravamo iscritti in palestra con lo scopo principale di conoscere gente, per socializzare, anche perché se ci conoscete o avete sbirciato un po’ il sito, avrete capito che non ci piace allenare ed allenarci in palestra nel senso tradizionale del termine. Ma é stato un flop: erano tutti presi dall’alzare più pesi possibile e a guardarsi allo specchio…

Poi finalmente abbiamo cambiato casa (la vicina non ci faceva proprio vivere…) e così mi sono ripromessa, dato che dove viviamo ora c’é un po’ più di spazio, di allenarmi e/o di fare un po’ di yoga in casa, di fare delle camminate, etc…. Posso contare sulle dita di una mano le volte che l’ho fatto. Ho provato anche ad allenarmi un po’ nei parchi vicino a casa, ma trovavo sempre una scusa. Il più delle volte la stanchezza a causa dell’insonnia. Ultimamente, a giugno, questo problema del non dormire, e soprattutto del non riposare la notte si é “aggravato” , tanto da condizionarmi la vita diurna. La stanchezza, quando mi capitano queste notti in bianco una dopo l’altra, si trasforma in malessere fisico. Facevo le mie ore di lezione e poi ero incapace di fare qualunque altra cosa. Al che mi sono detta: va bene Gio, prenditi una pausa dal mondo.
So che l’inconscio fa tanto, e che  se hai delle preoccupazioni trova sempre la strada per influenzarti, ma non bisogna alimentare la negatività. Così ieri, anche se ero stanchissima ed ero tutta “rotta” (éssì, perché non vi ho detto che oltre all’insonnia, abbiamo comprato un materasso da incubo, duro e con le molle che si sentono tutte, neanche una esclusa), sono uscita con Luca dopo cena perché vicino a casa c’erano due concerti del festival internazionale di jazz.  Nonostante il mal di schiena e di gambe, quei musicisti straordinari mi hanno fatto sentire un clic dentro. E lo scatto, credo sia dovuto anche all’aver visto come qui la gente di ogni età, bambini inclusi, si diverte e sfrutta ogni occasione per stare fuori e socializzare. Cavolo, siamo fortunati a vivere in un posto che offre tante occasioni, c’è sempre qualche manifestazione, il mare è a due passi, la montagna pure…
I momenti di difficoltà, anche lavorativa, ci sono anche qui, ma il stare in casa a piangersi addosso non cambia le cose. Nutrire l’anima di paesaggi mozzafiato, musica, sport (ieri si é concluso il campionato mondiale di Windsurf a 10 minuti di macchina da casa nostra), ti fanno sentire vivo e ti aiutano a liberare la mente e lasciare spazio all’energia che scorra. Così, stamattina, pur essendo andata a letto tardi, mi sono svegliata con un altro spirito. Mi sono detta: sì ok, ho male la schiena, il collo…, ma non é una scusa per non fare nulla. Logicamente se mi metto a fare un allenamento alla Rambo (e qui faccio intendere la mia età anagrafica, ma solo anagrafica beninteso) rimarrò delusa, e non posso ricominciare neanche con un allenamento per ottantenni (anche se ci sono persone in formissima a questa età), altrimenti l’autostima finisce sotto i piedi. Così ho scelto una colonna sonora e ho iniziato ad ascoltare il mio corpo, ciò di cui aveva bisogno, Sono riuscita gradualmente a raggiungere l’intensità più adatta alla mia condizione attuale e alla fine ho provato anche a risalire sulla tabula, dopo mesi e mesi…(se non sai di cosa stai parlando c’è un video di un secolo fa che mi vede fare dei tentativi). Caspita! E’ come andare in bicicletta! Sono riuscita a fare due serie da 12 ripetizioni di squat senza far mai toccare terra la tabula. Ero tranquilla, non avevo fretta, ero concentrata…, fantastico! Ho concluso l’allenamento con 3 saluti al sole, così mi sono riconcentrata sulla respirazione e mi sono “allungata” per bene. Purtroppo appena alzata non riesco a farlo, perché sono davvero tanto rigida…, così ho deciso di non eseguirlo come primo esercizio. E poi oggi era proprio il momento giusto, perché ero felice di essere uscita dal letargo, e il saluto al sole, anche se nascosto dalla calima (infatti sentivo il sudore correre lungo il corpo), era un ringraziamento dovuto.

Quindi, non datevi mai per vinti; a volte quando si attraversa un brutto momento si entra in un vortice oscuro che ti trascina sempre più giù. Io a volte lo lascio fare (consapevolmente), divento passiva nei suoi confronti, non continuo a chiedermi perché sta succedendo, cosa ho sbagliato…e così facendo permetto all’energia di riaffiorare e di guidarmi. Non possiamo sempre sentirci al top e andare al massimo, dobbiamo accettare che ci sono dei momenti no, che probabilmente dobbiamo affrontare per un motivo, ma non ha importanza capire subito quale sia.

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