Abbiamo “finito” la Terra!

Nel periodo estivo più che in altri momenti dell’anno, la rete e la televisione mostrano immagini di città italiane letteralmente invase dalle immondizie.
Non è mia intenzione scrivere di politica. di come in alcuni comuni il problema viene affrontato e risolto mentre in altri sembri una questione senza soluzione possibile, no! Vorrei invitarti, invece, a riflettere su ciò che sta a monte del problema.immond

A meno che tu non abbia la fortuna di nutrirti di ciò che offre Madre Natura, coltivandolo in prima persona, e di “autoprodurti” detergenti per l’igiene personale e per la pulizia degli ambienti, generando così un minimo impatto ambientale, ti sarai reso conto che quando torni a casa dopo aver fatto la spesa ha inizio la fase dello “spacchettamento”.
Io, ad esempio, “sclero” quando devo recuperare lo spazzolino da denti da quell’involucro di plastica coesa al cartone della confezione. Essendo molto ligia al compito di differenziare i rifiuti, “perdo” vari minuti a togliere i pezzetti di cartone che rimangono incollati al bordo della plastica sagomata sulla forma dello spazzolino, ed ogni volta mi chiedo se non fosse il caso di usare un unico tipo di materiale, come il cartone riciclato; ciò, oltrettutto, renderebbe la differenziazione più semplice e rapida, in modo che più persone siano portate a compierla, perché credo che non tutti abbiano la mia stessa pazienza, finendo per buttare l’intero involucro nel secco (residuo non riciclabile).

Quello degli spazzolini é solo un esempio, anche andando semplicemente dal fruttivendolo arrivi a casa con una borsa piena di sacchetti di carta.
Tu dirai: sì, ma la carta si ricicla! E’ vero, ma per quanto nobile sia il principio alla base del processo di recupero e riconversione dei materiali, trattasi pur sempre di un’attività che richiede energia, qualche tipo di spreco e per quanto poco (se le aziende sono coerenti e quindi il più possibile ecosostenibili) inquinamento.
A questo punto, allora, qualcuno obietterà che in ogni caso é un’industria che crea posti di lavoro…

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Certo, ed é un lavoro molto più etico di molti altri tipi di impiego, ma (l’ennesimo), non credi che sia arrivato il momento di smettere di mettere il lavoro dinanzi a tutto?!
La maggioranza della popolazione mondiale ha bisogno di lavorare per mangiare, per pagare l’affitto di casa o il mutuo, per far fronte a varie scadenze, ma poi rimane qualcosa? E se sì, c’è il tempo per fare qualcos’altro? Ti rivolgo questa domanda: tu lavori per vivere o vivi per lavorare? Stai vivendo la tua vita?
Dovremmo assettare la nostra vita sulla sostenibilità etica, morale, fisica, sentimentale… Riequilibrare i vari aspetti di essa in modo da trarre il meglio da ogni tassello interconnesso l’uno all’altro.

Mentre ti scrivo é il 16 agosto 2016, lo sai che l’8 agosto scorso è stato l’Hearth Overshoot Day?
E’ il giorno in cui la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse terrestri – frutta, verdura, carne, pesce, acqua e legno- disponibili per il 2016. Ciò significa che dal 9 agosto abbiamo iniziato a SOVRASFRUTTARE il pianeta. Ogni anno anticipiamo questa data. La fonte é l’oragnizzazione internazionale Global Footprint Network, che avverte: “Emettiamo più anidride carbonica nell’atmosfera di quanto gli oceani e le foreste siano in grado di assorbire e deprediamo le zone di pesca e le foreste più velocemente di quanto possano riprodursi e ricostituirsi.”
Sempre secondo la stessa organizzazione per soddisfare la domanda servirebbero 1,6 pianeti. Se la popolazione globale vivesse come gli italiani (come spesso accade abbiamo i record nelle cose peggiori) ci sarebbe bisogno di 2,7 Terre. Per soddisfare la domanda degli italiani con le sole risorse nazionali, invece, ci vorrebbero 4,3 Italie.
Per tagliare le emissioni di CO2, secondo il Global Footprint Network, bisogna trovare un nuovo modo di vivere,  che sia raggiungibile con le tecnologie disponibili e che sia economicamente vantaggioso.

 E’ pertanto indispensabile che ognuno di noi si impegni per cambiare il proprio stile di vita quotidiano, ognuno potrà trovare il suo modo di risparmiare un pezzettino del nostro Pianeta ogni giorno, come usare di più  i mezzi pubblici, andare a piedi o in bicicletta, e se ciò non è possibile, cercare “un compagno di tragitto” per andare al lavoro con cui condividere l’auto, cercare di comprare cose che abbiano l’involucro ridotto al minimo, non far partire lavatrici o lavastoviglie mezze vuote…
Questi sono alcuni spunti da cui partire. Lo dobbiamo fare per noi e per le future generazioni.orma terra

Abbiamo una sola Terra, e Lei, anche se noi dovessimo scomparire dal pianeta, nel giro di qualche migliaia-milioni di anni troverà il modo di rigenerarsi, ma (l’ultimo “ma”) il discorso inverso non ha senso…

Giorgia

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