Cosa significa mettersi nella pelle di un altro? Sentire ciò che sente l’altro?
Perché un neonato piange se sente o vede piangere un altro bebè?
Perché se vediamo una scena dolorosa  soffriamo anche noi?
Potremo continuare ore a porci quesiti simili, vero?
Siamo individui, ognuno di noi pensa e sente individualmente, ma a volte siamo connessi gli uni agli altri.
Ma cosa ci permette di essere connessi con gli altri salvaguardando la nostra individualità?Sono i neuroni specchio, situati nell’area del cervello deputata al linguaggio.
I neuroni specchio si attivano eseguendo un’azione, vedendo eseguire un’azione, credendo di eseguire un’azione.
Ma in pratica cosa significa?

Il bebè non ha un istinto innato di imitare i movimenti degli adulti o di altri bambini che gli stanno attorno.
Quando nasce si attiva questo gruppo di neuroni, i quali percepiscono il movimento degli altri, lo analizzano e danno l’ordine di imitarlo; ciò costituisce la base dell’apprendimento.
Il bimbo, a ragione, crede che l’apprendimento gli sarà utile.

Imito per apprendere, per sentire, per interpretare.
Vedo sbadigliare, sbadiglio; vedo ridere, rido; vedo piangere, piango.
I neuroni specchio mi rendono empatico nei confronti degli altri. Sono i neuroni della pianificazione: non solo permettono di pianificare un’azione ordinandone la sua imitazione o realizzazione, bensì la conseguono simulandola.
Permettono di “comprendere” ciò che gli altri pensano, supporre quello che faranno, prevederne i movimenti…

Se qualcuno mi accarezza la mano, un neurone nella corteccia somatosensoriale del cervello si attiva. Ma può accadere che si attivi anche semplicemente vedendo che accarezzano un’altra persona.
Ma allora perché, se empatizzo abbastanza facilmente vedendo accarezzare un’altra persona, non mi confondo e sento letteralmente che accarezzano me?
Perché parte un segnale di “retroalimentazione” che blocca il segnale del neurone specchio evitando che io senta coscientemente quel gesto.
Anche se il concetto é piuttosto incomprensibile ai più, ciò che conta è essere consapevoli che esiste un meccanismo neurologico che evita questa confusione.
neuroni

E’ affascinante, se ciò che ci separa dagli altri è la pelle, il nostro involucro esterno, ma siamo in grado di “togliercela” non esisternno più l’ “io” e gli “altri”.
La fusione parziale di due cervelli non è filosofia, bensì neuroscienza e, dato che ora ne conosciamo la possibilità è auspicabile che apprendiamo presto a conviverci  e ad applicarla.

Prossimamente vedremo l’importanza dei neuroni specchio anche nell’ambito dell’alimentazione.

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