ECONOMIA ED ECOLOGIA 

Entrambe sono basate sul PRINCIPIO FISICO della MINIMA ENERGIA, cioè tendono al massimo risultato con il minimo sforzo. Infatti, a rigore scientifico, l’economia altro non è che la versione artificiale dell’ecologia antropica (cioè specie-specifica per la SPECIE UMANA), (nota 1) in quanto deve solo ricreare artificialmente quelle condizioni esterne alla SPECIE UMANA, quali il sistema di produzione alimentare e il sistema urbanistico, che ogni altra specie animale trova già nel suo ambiente naturale. L’unico problema, a mio parere, è che, ora come ora, l’economia continua ad essere strutturata a livello globale in modo totalmente anti-economico, ottenendo l’esatto contrario del suo obiettivo, ovvero il minimo risultato col massimo dello sforzo, creando quindi un gigantesco contrasto con l’ecologia, che si manifesta principalmente con un impatto sempre più devastante, anche a livello sociale, che provoca un sempre più acceso scontro con ogni settore della popolazione mondiale.

Questo CONTRASTO ECONOMICO-SOCIOAMBIENTALE porta sempre di più a far considerare, nell’immaginario collettivo, il grande profitto economico come un parametro talmente negativo che va combattuto con tutta la forza possibile: in realtà, se l’economia rientrasse nei semplici binari naturali specie-specifici di massimo risultato col minimo sforzo, anche il grande profitto economico, non solo ritornerebbe ad essere immediatamente positivo, ma addirittura diverrebbe l’unico strumento attualmente indispensabile con cui poter salvare noi stessi e l’equilibrio ecologico dell’intero pianeta. Questo è l’arduo compito di centinaia scienziati in ambito economico che, insieme al lavoro degli esperti in scienze dell’alimentazione moderna, in scienza urbanistica moderna, e in scienza energetica moderna, dovranno riuscire grazie ai principi  base dell’ oloscienza, (nota 2), a formulare il primo piano economico su scala mondiale che coniughi perfettamente economia ed ecologia e che di conseguenza renda il parametro del grande profitto economico (da quello bancario a quello industriale, fino a quello politico), non solo lo strumento più potente in assoluto per raggiungere una società almeno sostenibile, ma tale che tanto più alto sarà il profitto bancario, industriale e politico, tanto più velocemente si otterrà l’obbiettivo vero dell’economia della massima ecologicità, per un modello di società sostenibile.

Perché tutto questo diventi possibile si dovrà convertire il profitto in eco-profitto in ogni ambito  a livello mondiale facendoci finalmente uscire  definitivamente dalla CRISI ALIMENTARE MONDIALE, dalla CRISI URBANISTICA MONDIALE, e dalla CRISI ENERGETICA MONDIALE, che attanagliano tutto il pianeta, e che vanno via via peggiorando. Questo ci farebbe progredire per la PRIMA volta nella storia della specie umana. Tuttavia, ciò potrà avvenire esclusivamente nel caso in cui: una eventuale direttiva ONU in tal senso, venga discussa ed approvata al più presto, ed IMMEDIATAMENTE RATIFICATA da tutte le 192 nazioni (oltre che unioni internazionali) del mondo (soprattutto da quelle aventi un’ economia più incisiva sul pianeta, come Stati Uniti, Unione Europea, Giappone, Cina, Brasile, India, ecc.), in quanto i TEMPI di applicazione operativa di tale piano di conversione industriale, e non solo, non saranno immediati, mentre l’emergenza delle crisi mondiali che stiamo vivendo, rimane estremamente urgente.

Quindi, il nostro compito qual è? Nel nostro quotidiano possiamo adottare alcuni atteggiamenti per far sì che almeno la nostra economia domestica sia più ecologica possibile, usare meno  l’automobile, spegnere le luci se non servono, non acquistare prodotti non indispensabili, solo per il fatto che ci piacciono, ecc…

La cosa che  più  accomuna tutti noi, e a cui non possiamo rinunciare , è l’alimentazione, la quale dovrà rientrare al più presto all’interno dei parametri specie-specifici per la SPECIE UMANA… 

nota 1:        Antropizzazione: in geografia ed ecologia è l’insieme degli interventi dell’uomo sull’ambiente naturale, con lo scopo di trasformarlo , adattarlo o anche alterarlo.

nota 2      OLOSCIENZA: L’insieme di:     1) Paleoantropologia moderna  2) Anatomia comparata e Morfofunziologia comparata fitozoologica  3) Fisiologia comparata  4) Scienza dell’alimentazione moderna  5) Medicina moderna (Patologia moderna e Terapeutica moderna) 6) Gerontologia moderna 7) Ecosistemica moderna.

[“olos”= tutto, cioè “la somma delle parti è diversa dal tutto”, vale a dire ad esempio che se anche, per assurdo, si conoscesse molecola per molecola, particella per particella, tutto l’organismo, la risultante finale dell’interazione (sinergia) di esse, sia parziale che totale, sarebbe molto diversa, anche esattamente opposta, dal comportamento di ogni molecola o particella singola (ciò si nota anche in piccolo, addirittura tra due sole molecole: quando due molecole reagiscono tra loro e si forma, ad esempio, una terza molecola risultante, quest’ultima ha un comportamento biochimico sempre molto diverso, spesso addirittura opposto, rispetto alle due molecole da cui essa stessa pur prende origine; se ciò è valido per solo due molecole figuriamoci nell’interazione tra i miliardi di miliardi di molecole nel nostro organismo) e che, quindi, assolutamente l’unico modo possibile per affrontare e risolvere il problema della conoscenza consiste nel considerare non la “parte” ma il “TUTTO”, e cioè partendo sempre dall’analisi più esterna della realtà, come per esempio, tra le tantissime tipologie oloscientifiche, la evolutissima,  sofisticatissima Morfofunziologia comparata fitozoologica  allo stesso tempo, sul medesimo METODO SPERIMENTALE che usa la scienza principale attuale, cioè fondamentalmente basato sulle tre fasi: osservazione (compresa misurazione), teoria e verifica sperimentale.

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