/**/

Stridente coesistenza

Questa volta vorrei parlarti di una questione che mi sta molto a cuore e che mi fa soffrire.

Probabilmente già saprai che da qualche mese ci siamo trasferiti in Gran Canaria, e l’isola è davvero meravigliosa, la sua Natura è sorprendente. Purtroppo, però, al di fuori delle zone prettamente turistiche in cui sembra di essere a Gardaland o Disneyland, la realtà stride con la perfezione della Natura.

Ti chiedo di dedicare meno di un minuto e mezzo alla visione del seguente video, (mi scuso già per la sua qualità, ma abbi pazienza, e punta alla sostanza. Grazie!) e regalarmi altri due minuti del tuo tempo per leggere le mie considerazioni

“Cura i tuoi giardini” – bellissimo intento accanto a piscine naturali in cui poter nuotare al riparo dalle onde oceaniche.

Tutto bello, meraviglioso!

E al lato di questo bel quadretto l’ “isola ecologica”. Non ci sarebbe nulla di male se i cassonetti avessero tutti il coperchio e la gente fosse civile, ma, se ci hai fatto caso, ci sono i cassoni neri, quelli del “secco”, aperti e, considerato che si trovano in riva all’oceano, vento, gabbiani e colombi non mancano.
Ho scritto “secco”, tra virgolette perché qui non c’ la possibilità di separare l’umido e quindi tutti gli scarti di frutta, verdura e cibo vanno nell’indifferenziata. E purtroppo c’è chi ci rovista dentro (profonda tristezza).

Che dire…La lotta é dura e lunga e non so se abbiamo abbastanza tempo.
L’inciviltà dell’uomo farà sì che la Natura reagisca, perché Lei sa come difendersi, ma noi umani, che ci riteniamo “esseri superiori”, in realtà nulla possiamo dinanzi alle Sue manifestazioni più estreme.

L’altro giorno raccontavo ad un cliente l’estrema difficoltà che ho a reperire detersivi ecologici qui e che me li sono fatta portare da un’amica che é venuta a trovarci dall’Italia. Il suo commento mi ha lasciato triste e arrabbiata: “ma tu pensi che serva a qualcosa?”.
“Ovvio” gli ho risposto, “se il mio gesto servisse anche solo a dare un atomo di ossigeno di più all’aria che respiriamo tutti o alle acque che ci circondano ci sarebbe ancora speranza”.

Giorgia

/**/

Squat: esercizio fondamentale

 

Lo squat per definizione é il principe degli esercizi.

Normalmente si esegue con i piedi distanti tra loro quanto la larghezza delle spalle; non é una regola fissa, ma é sicuramente un ottimo modo per allenare in modo completo tutta la gamba.
Alcuni si trovano meglio con i piedi più stretti o più larghi, questo per questioni di mobilità articolare, elasticità muscolare, proporzioni e perché no anche abitudini.

Comunque, in tutte le sue varianti, lo squat, rispetto alle classiche macchine da palestra, rimane un esercizio fondamentale che permette di variare e che, se eseguito correttamente, preserva le articolazioni dallo stress che i vincoli che creano le attrezzature isotoniche possono causare. Infatti, queste, per quanto siano studiate nei minimi dettagli, sono pensate per una popolazione “standard”, in realtà poche persone hanno le “misure giuste” per adattarvisi.

Ad ogni modo, il nostro corpo non si muove mai lungo linee rette, ma con piccole oscillazioni e torsioni, per cui l’allenamento a corpo libero é sempre vantaggioso, anche perché negli anni ognuno di noi ha sviluppato negli anni delle compensazioni tali da farci muovere in modo diverso l’uno dagli altri, anche se l’esercizio eseguito é lo stesso per tutti.

Vediamo, allora, come eseguire lo squat in maniera impeccabile.
Dato che si tratta di un esercizio particolarmente difficile, soprattutto se fatto con del peso sulle spalle (bilanciere), é consigliabile iniziare con degli esercizi propedeutici.
Bisogna avere molti accorgimenti al fine di non sovraccaricare la schiena, il bacino, le anche e le ginocchia.
Ma andiamo per gradi:
innanzitutto é necessario che ci sia una buona mobilità delle anche, vediamo quindi alcuni esercizi per “liberarle” da eventuali tensioni.

Affronteremo gli ulteriori step per un’esecuzione ottimale dello squat in ulteriori articoli,nel frattempo esercitatevi con gli esercizi di mobilità che avete visto, ne gioverà anche la vostra schiena.

A presto!

Un anno

24 agosto 2017: un anno fa eravamo in viaggio da Venezia a Gran Canaria, volo con scalo a Madrid. Non una vacanza, ma un trasferimento. Luca ed io, e i miei genitori. Tutto ciò che dall’Italia ci portavamo stava in 4 valigie e 2 trolley. I miei genitori sarebbero stati con noi per due settimane, un’occasione per fare una vacanza e per aiutarci a sistemarci. Non ho mai osato chiedere loro cosa hanno pensato quando abbiamo imboccato la via di quella che inizialmente sarebbe stata la nostra “casa”. Luca ed io ne parliamo ancora spesso della sensazione che entrambi abbiamo provato, o meglio del pensiero che abbiamo avuto: ” …Ma dove cavolo siamo capitati?”

Premetto che non ci é mai accaduto nulla di grave, ma non si può negare che il degrado di quella via in un paesino che visto da Google Earth ci entusiasmava per la estrema vicinanza all’oceano, ci ha catapultato in un attimo nello sconforto. Ma poi ci siamo detti che se l’inizio era così, da lì in poi sarebbe potuto andare solo meglio. E così per fortuna é stato. I primi 5 mesi in un appartamento che non senti casa, in cui cerchi di passarci meno tempo possibile, la scarsità di lavoro e la mancanza di riferimenti hanno reso il primo periodo a tratti duro, almeno emotivamente parlando. Poi un giorno, entrando in un locale per bere un buon succo di frutta fresco mi metto a chiacchierare con la titolare, e la nostra prospettiva cambia. Grazie a questa bella e altruista persona nel giro di pochi giorni abbiamo traslocato e finalmente ci siamo sentiti a casa. E tutto il resto si é tinto di altri colori, più luminosi ovviamente.

Dopo un anno lontano dall’Italia c’é chi mi chiede di fare un bilancio, in realtà, anche se può non essere compreso da tutti, devo dire che un anno é poco per poter affermare se é positivo o negativo. Molti aspetti mi piacciono, come il fatto di fare una lezione in una terrazza affacciata sull’oceano e appena finito correre in spiaggia a fare il bagno, altri,invece, non li accetto, come la mancanza di rispetto per l’ambiente che riscontro in quest’isola. Da questo punto di vista, c’è molto da fare, così come dal punto di vista dell’alimentazione salutare. Nonostante tutti i mezzi a disposizione sembra che la gente non abbia interesse ad informarsi. Continuano a sprecare, a utilizzare plastica per qualsiasi cosa, qui addirittura ogni cetriolo  é “incellofanato” uno ad uno. Con il vento che c’è qui, per le strade, a volte, si creano vortici di sacchetti di plastica e cartacce. Le aiuole e le spiagge, anche quelle più turistiche, sono cosparse di mozziconi di sigaretta .
Come avrete notato, quando parlo di questi temi “mi parte l’embolo”. Scusate!

Mi capita di aver difficoltà a reperire alcuni prodotti alimentari (come alcuni cereali o verdure che qui ahimé proprio non arrivano) e per la detersione, ma soprattutto per quest’ultimo aspetto io non mollo, continuo a cercare detersivi ecologici e se non li trovo uso aceto e bicarbonato, ma non cedo.

Forse quest’articolo non ha né capo né coda, ma volevo fissare alcune considerazioni 365 giorni il mio arrivo qui.
Mi piacerebbe poter contribuire a migliorare un po’ questi aspetti ai quali la gente di qui pare non interessare molto. Io credo che non basti promulgare delle leggi e sanzionare per farle rispettare per cambiare le cose. Sono fermamente convinta che bisogni rendere coscienti e consapevoli le persone, informando e sensibilizzandole. Io nel mio piccolo continuerò a farlo.

 

/**/

Uscire dal torpore

Quando, quasi un anno fa, siamo arrivati qui a Gran Canaria, ero piena di buoni propositi e di progetti, poi strada facendo Luca ed io abbiamo dovuto essere il più flessibili possibile per poter “andare avanti”. Essere venuti qui due volte prima del grande passo, pur con la mission di scoprire e capire il più possibile come funzionano le cose, non é stato sufficiente, anche perché, comunque, ti senti un po’ in vacanza. Ed é una percezione pericolosa che ti accompagna anche le prime settimane dopo il trasloco…
All’inizio ci eravamo iscritti in palestra con lo scopo principale di conoscere gente, per socializzare, anche perché se ci conoscete o avete sbirciato un po’ il sito, avrete capito che non ci piace allenare ed allenarci in palestra nel senso tradizionale del termine. Ma é stato un flop: erano tutti presi dall’alzare più pesi possibile e a guardarsi allo specchio…

Poi finalmente abbiamo cambiato casa (la vicina non ci faceva proprio vivere…) e così mi sono ripromessa, dato che dove viviamo ora c’é un po’ più di spazio, di allenarmi e/o di fare un po’ di yoga in casa, di fare delle camminate, etc…. Posso contare sulle dita di una mano le volte che l’ho fatto. Ho provato anche ad allenarmi un po’ nei parchi vicino a casa, ma trovavo sempre una scusa. Il più delle volte la stanchezza a causa dell’insonnia. Ultimamente, a giugno, questo problema del non dormire, e soprattutto del non riposare la notte si é “aggravato” , tanto da condizionarmi la vita diurna. La stanchezza, quando mi capitano queste notti in bianco una dopo l’altra, si trasforma in malessere fisico. Facevo le mie ore di lezione e poi ero incapace di fare qualunque altra cosa. Al che mi sono detta: va bene Gio, prenditi una pausa dal mondo.
So che l’inconscio fa tanto, e che  se hai delle preoccupazioni trova sempre la strada per influenzarti, ma non bisogna alimentare la negatività. Così ieri, anche se ero stanchissima ed ero tutta “rotta” (éssì, perché non vi ho detto che oltre all’insonnia, abbiamo comprato un materasso da incubo, duro e con le molle che si sentono tutte, neanche una esclusa), sono uscita con Luca dopo cena perché vicino a casa c’erano due concerti del festival internazionale di jazz.  Nonostante il mal di schiena e di gambe, quei musicisti straordinari mi hanno fatto sentire un clic dentro. E lo scatto, credo sia dovuto anche all’aver visto come qui la gente di ogni età, bambini inclusi, si diverte e sfrutta ogni occasione per stare fuori e socializzare. Cavolo, siamo fortunati a vivere in un posto che offre tante occasioni, c’è sempre qualche manifestazione, il mare è a due passi, la montagna pure…
I momenti di difficoltà, anche lavorativa, ci sono anche qui, ma il stare in casa a piangersi addosso non cambia le cose. Nutrire l’anima di paesaggi mozzafiato, musica, sport (ieri si é concluso il campionato mondiale di Windsurf a 10 minuti di macchina da casa nostra), ti fanno sentire vivo e ti aiutano a liberare la mente e lasciare spazio all’energia che scorra. Così, stamattina, pur essendo andata a letto tardi, mi sono svegliata con un altro spirito. Mi sono detta: sì ok, ho male la schiena, il collo…, ma non é una scusa per non fare nulla. Logicamente se mi metto a fare un allenamento alla Rambo (e qui faccio intendere la mia età anagrafica, ma solo anagrafica beninteso) rimarrò delusa, e non posso ricominciare neanche con un allenamento per ottantenni (anche se ci sono persone in formissima a questa età), altrimenti l’autostima finisce sotto i piedi. Così ho scelto una colonna sonora e ho iniziato ad ascoltare il mio corpo, ciò di cui aveva bisogno, Sono riuscita gradualmente a raggiungere l’intensità più adatta alla mia condizione attuale e alla fine ho provato anche a risalire sulla tabula, dopo mesi e mesi…(se non sai di cosa stai parlando c’è un video di un secolo fa che mi vede fare dei tentativi). Caspita! E’ come andare in bicicletta! Sono riuscita a fare due serie da 12 ripetizioni di squat senza far mai toccare terra la tabula. Ero tranquilla, non avevo fretta, ero concentrata…, fantastico! Ho concluso l’allenamento con 3 saluti al sole, così mi sono riconcentrata sulla respirazione e mi sono “allungata” per bene. Purtroppo appena alzata non riesco a farlo, perché sono davvero tanto rigida…, così ho deciso di non eseguirlo come primo esercizio. E poi oggi era proprio il momento giusto, perché ero felice di essere uscita dal letargo, e il saluto al sole, anche se nascosto dalla calima (infatti sentivo il sudore correre lungo il corpo), era un ringraziamento dovuto.

Quindi, non datevi mai per vinti; a volte quando si attraversa un brutto momento si entra in un vortice oscuro che ti trascina sempre più giù. Io a volte lo lascio fare (consapevolmente), divento passiva nei suoi confronti, non continuo a chiedermi perché sta succedendo, cosa ho sbagliato…e così facendo permetto all’energia di riaffiorare e di guidarmi. Non possiamo sempre sentirci al top e andare al massimo, dobbiamo accettare che ci sono dei momenti no, che probabilmente dobbiamo affrontare per un motivo, ma non ha importanza capire subito quale sia.

/**/

Caro diario,

Sapete,
quando un anno fa Luca ed io eravamo in procinto di trasferirci in Gran Canaria, avevamo un progetto in mente, quello di riuscire a lavorare attraverso questo sito, da cui ora vi sto scrivendo.
E per alcuni mesi abbiamo anche lavorato sodo in questo senso, per preparare programmi di allenamento per il vostro benessere, scattando tante foto per descrivere i movimenti corretti da fare, scrivendo le spiegazioni per eseguire gli esercizi…Poi abbiamo dovuto fare i conti con alcune difficoltà tecniche, e non solo, che ci hanno allontanato da questo progetto.
Nel frattempo un altro trasloco (questa volta solo di casa, non di Nazione), il lavoro nel senso più tradizionale del termine e così via…Non siamo più stati costanti, neppure nei nostri intenti.

Non abbiamo accantonato completamente questa idea, ma se la realizzeremo lo faremo attraverso altri canali, anche se sempre digitali.
Ma io personalmente, dato il tempo e l’impegno dedicato a creare cosmobenessere.it, soprattutto prima di trasferirci, non voglio lasciarlo inattivo….
Per questo diventerà una sorta di diario in cui condividerò con voi le mie considerazioni, in termini di benessere ovviamente.

Vivendo in un’isoletta in mezzo all’Oceano Atlantico ho la fortuna di poter vivere quotidianamente a contatto con la Natura, a non tutti può piacere il paesaggio desertico, ma vi garantisco che i colori e le percezioni cambiano con lo scorrere dei giorni e delle stagioni. E’ vero che qui si percepiscono meno, ma se osservi e ascolti la Natura ti accorgi che é in continuo movimento. E questo ti da modo di essere meno assuefatto alla frenesia a cui eravamo abituati in Italia, puoi fermarti a riflettere ispirato dall’immagine di un fiore, un insetto, un tramonto…

Bene, questo solo per avvisarvi del cambiamento.
Vi aggiorno un po’, però,  riguardo a ciò che facciamo Luca ed io qui.

Luca continua ad essere personal trainer e se volete potete seguirlo e contattarlo attraverso la sua pagina facebook; inoltre, all’occorenza, “sfrutta” la sua parte artistica e creativa con lavori manuali…(ma non vi dico tutto subito…).

Io ho trasformato la mia passione per la lingua spagnola nella mia occupazione attuale, e cioè insegno lo spagnolo agli italiani che arrivano qui (e a volte anche  via Skype o Facetime)  (trovate anche me in facebook) e, se me lo chiedono, faccio da interprete e traduttrice.
Come personal trainer seguo a distanza alcune persone, ma qui non esercito più questa professione.

Oggi mi fermo qui, hasta pronto!

Giorgia

 

 

/**/

News : Gran Canaria!

Oltre ai contenuti online riguardo ad alimentazione e allenamenti, se vivi, stabilmente o temporalmente, in Gran Canaria o stai programmando una vacanza in quest’isola meravigliosa e desideri prenderti cura di te stesso sia dal punto di vista fisico che da quello della nutrizione, ci troverai il loco a prenderci cura di te.

Luca in particolare si occuperà degli allenamenti all’aria aperta nei bellissimi e curatissimi parchi dell’isola, facendoti scoprire quanto si può fare a corpo ibero o con l’ultilizzo di pochi attrezzi senza doversi per forza chiudere fra quattro mura.

Potrai usufruire di un servizio one to one oppure, se già hai degli amici o delle persone interessate, potrai partecipare a un personal group con un massimo di 4 partecipanti per poter mantenere sempre alta la qualità del servizio.

Oltre a contattarci attraverso info@cosmobenessere.it, potete accedere ai contatti facebook CosmoBenessere o Luca Zecchin Personal Trainer

/**/

Alimentazione specie-specifica

Ci avete mai fatto caso che anche l’uomo é un animale?

Sì, abbiamo il pollice opponibile che ci aiuta nella manualità, abbiamo il “dono” della parola, la capacità di ragionamento che ci ha portato a costruire, inventare, arrivare ad avere una tecnologia incredibile…, ma rimaniamo comunque degli animali aventi delle caratteristiche anatomiche e fisiologiche rimaste immutate negli ultimi sette milioni di anni.

Non ci siamo evoluti, ci siamo solo “tecnologicizzati”, possiamo essere più o meno alti, di colore o con lineamenti diversi, ma i nostri organi interni sono uguali per tutti i sette miliardi di persone che abitano il pianeta Terra.

intestini

 

Quindi anche il nostro intestino è rimasto immutato nell’arco dei millenni, questo risulta 13 volte più lungo del tronco, caratteristica che accomuna tutte le specie fruttivore, mentre i carnivori presentano un intestino pari a 3 volte la lunghezza del tronco. Ed é così corto proprio perché la carne deve “uscire” velocemente prima che vada in putrefazione. Per cui, se c’è questa differenza evidente tra specie diverse un motivo per aver Fatto ciò la Natura ce l’avrà avuto.

Gli animali erbivori,invece, presentano un intestino pari a 24 volte la lunghezza del loro tronco, in quanto la digestione iniziale, la degradazione di molecole complesse come la cellulosa, richiedono una superficie e una lunghezza dell’intestino notevole, infatti é addirittura 8 volte più lungo del nostro.

 

 

Oltre all’intestino, anche la nostra dentatura é rimasta immutata, dicesi bunodonte, da bunos=collina, cioè con le cuspidi generali e delle corone dentarie a forma di collina , molto arrotondate, la cui funzionalità anatomica é perfetta per scindere la struttura della frutta, mentre quella degli animali “presunti” onnivori presenta una dentatura brachidonte, da brachius=braccio, cioè con le cuspidi generali e delle corone dentarie molto allungate, che sembrano appunto delle braccia allungate verso l’alto, la cui funzionalità anatomica é perfetta per spaccare la struttura durissima delle radici.
Gli animali carnivori, invece, presentano una dentatura secodante, da seco=sega, cioè con le cuspidi generali e delle corone dentarie a forma di sega, con funzionalità anatomica perfetta per lacerare le carni delle loro prede, ma anche per sgretolare l’intera struttura esterna ed interna delle ossa, fonte principale dei sali minerali di cui hanno bisogno.
Gli erbivori presentano una dentatura selenodonte, da selenia=luna, cioè con le cuspidi generali e delle corone dentari a forma di spicchio di luna, tale da formare una sorta di raspa per una perfetta macerazione meccanica delle fibre cellulosiche delle piante erabcee. Che la Natura ci voglia ancora dire qualcosa?

Da queste constatazioni, e da molte altre, si evince che siamo animali fruttivori e in particolar modo abbiamo un cibo adatto esclusivamente per la nostra specie.
L’onnivorismo in natura non esiste, se non per pura sopravvivenza. Il monotrofismo (un unico cibo per ogni specie animale) serve per ricavare il massimo dell’energia da quell’alimento con il minimo sforzo possibile, questo per rientrare nel Principio della Minima Energia, che porta necessariamente e stabilmente sempre la vita stessa alla standardizzazione della soluzione biochimica più semplice, ciò che in fisica e biofisica è definita “la tendenza di qualsiasi sistema materiale vivente o non vivente, verso una situazione di minima energia”, che é la definizione stessa di evoluzione.

koala

 

Provate a pensare agli animali che mangiano un solo alimento: c’è il koala che si ciba solo di foglie di eucalipto, la giraffa che mangia le foglie di acacia, il panda che si nutre di bambù…

Sono solo tre esempi, ma qualsiasi animale viva all’interno della sua nicchia ecologica, e abbia abbondanza di cibo specie-specifico, mangerà unicamente quello, senza andare in cerca di altro. Noi però non lo facciamo. Perché?

 

 

giraffa-bruca-acacia

This picture taken on February 16, 2014 shows six month old giant panda cub Long Long eating bamboo in an enclosure in Chimelong Safari Park in Guangzhou. Giant pandas, notorious for their low sex drive, are among the world's most endangered animals. Fewer than 1,600 pandas remain in the wild, mainly in China's Sichuan province, with a further 300 in captivity around the world. CHINA OUT AFP PHOTO (Photo credit should read STR/AFP/Getty Images)                                                                                                                      Luca

/**/

Etica

Etica: cosa significa?

Molte persone si riempiono la bocca di questa parola, ma senza darle concretezza nella quotidianità.
Per me e Giorgia ha un significato molto importante e il nostro obiettivo é riuscire ad essere etici in tutto quello che facciamo e faremo, anche se al momento, a volte, dobbiamo scendere a compromessi (non grandi comunque, non ce la faremo) come fanno tanti.

Ciò che concretamente stiamo facendo da quasi quattro anni é modificare e perfezionare l’alimentazione; abbiamo tolto completamente le proteine animali, e da più di un anno anche quelle vegetali, fino ad arrivare ad un apporto proteico sempre più basso, tendente allo zero.

Prima di continuare vi racconto in breve il mio percorso.
Io provengo dal mondo del body building, oltre ad allenarmi ho anche gareggiato e per prepararsi a questo genere di competizioni l’alimentazione prevedeva enormi quantità di proteine, soprattutto animali (mai preso anabolizzanti); ed ero fermamente convinto che fosse la strada giusta, anche dal punto di vista della salute. Non volevo sentire ragioni da chi sosteneva il contrario, anche perché non mi fornivano basi scientifiche.
Qualche anno fa Giorgia ed io abbiamo iniziato a notare che non ci piaceva più tanto mangiare carne, cosa che ci lasciava perplessi dato che l’avevamo sempre apprezzata anche dal punto di vista del gusto. Proprio in quel periodo abbiamo avuto modo di approfondire il tema documentandoci sui danni provocati dalle proteine animali. Decidemmo così di provare a ridurne l’introduzione e ci venne abbastanza facile e spontaneo eliminarle.

Ho sempre cercato di avere un approccio “scientifico” (nel senso di sperimentare in prima persona) in tutto quello che faccio e questo metodo ci ha portati a seguire un percorso di perfezionamento alimentare che ci sta dando benefici incredibili dal punto di vista del benessere. Inoltre, “automaticamente” ci sta facendo fare delle scelte di vita che mai avremo pensato di poter fare qualche anno fa.

L’inizio di questo percorso é stato dettato da motivazioni inerenti la salute (e da un po’ di tempo questa parola è sempre più presente nei miei pensieri e nei miei discorsi con amici, conoscenti e clienti), ma si é naturalmente evoluto prendendo sempre più connotazioni etiche.
Faccio sempre più fatica a svolgere le attività di tutti i giorni come andare in macchina, inquinando, lavorare e vivere in ambienti assolutamente non sostenibili, comprare vestiti e scarpe realizzati con materiali animali…

Pertanto mi piacerebbe far partecipi di questo cambiamento tutti coloro che avranno la curiosità di seguirci, tenendo presente che l’alimentazione é il fulcro da cui derivano i problemi che ha questa società; é il problema dei problemi, la nostra storia parte da questo, poi a cascata ce ne sono molti altri, ne sono consapevole.

Considero questo articolo con “Economia ed Ecologia” la base da cui partire per cercare di spiegare, a modo mio, come etica, salute, sostenibilità e felicità si possano coniugare con due parole: alimentazione specie-specifica.

Luca

/**/

Cosa troverete in CosmoBenessere

Cosa troverete in CosmoBenessere

Ripartire da zero, rimettersi in gioco, un nuovo inizio in una nuova terra, con una nuova “testa”.
Perché é inutile pensare di poter cambiare le cose “solo” spostandosi geograficamente sul “mappamondo”, se non si cambia dentro.

Luca ed io abbiamo cambiato approccio alla Vita prima di trasferirci, e, se non fosse accaduto, probabilmente staremo ancora in quel di Belluno (comunque sia Italia!) a lamentarci del poco tempo e delle poche risorse a disposizione per Vivere.
Da fine agosto siamo in Gran Canaria per riappropriarci della nostra Vita, combattendo per non ricadere nei soliti schemi. Non aspiriamo ad arricchirci dal punto di vista economico, desideriamo re-impostare tutti i parametri in modo da non dover continuamente correre e preoccuparci per qualsivoglia scadenza per poi crollare stremati sul divano a fine giornata o la domenica.

img_4648

Mentre vi scrivo mi trovo in un posto magnifico, di fronte a me l’Oceano, alle mie spalle alberi imponenti e di sottofondo (a dire la verità non é per niente sotto…fondo) un vento “stratosferico” che quasi non mi fa sentire i pensieri (ma non sempre é un problema, anzi!).

Questa introduzione per far capire un po’ COME siamo, piuttosto che CHI siamo. Comunque, per coloro che se lo stessero chiedendo, Giorgia e Luca sono due Personal Trainer. Siamo vegani, e stiamo seguendo un perfezionamento alimentare che porta al fruttarismo sostenibile, e desideriamo trasmettere, a chi vorrà seguirci, ciò che può far  stare bene nel senso globale del termine .img_4611

Quindi, in questo sito potrete trovare un blog sempre in divenire, suddiviso in tre categorie per noi importanti: benessere fisico, benessere psichico, sostenibilità, tre temi strettamente correlati. E proprio perché vediamo e sentiamo questa connessione abbiamo deciso di uscire dalle quattro mura della palestra realmente, e qui virtualmente. Avere un bel fisico non serve a molto se poi non ci ci sente in armonia con sé stessi e con il mondo in cui viviamo.
Agli occhi di qualcuno potremo sembrare estremisti o anche assurdi o fuori di testa, ma eticamente non ce la sentiamo di fare più ciò che non ci fa stare bene, se alcuni non capiranno le nostre scelte non é problema per noi.

Tornando al sito, essendo dei professionisti preparati vi offriremo anche dei prodotti, alcuni gratuiti, altri a pagamento nel caso abbiate voglia di approfondire un tema o desideriate avere un programma di allenamento personalizzato. Si tratterà di allenamenti un po’ “alternativi”, sia per metodo, sia per gli strumenti che serviranno. Non vi chiederemo di rinchiudervi in una palestra, -ma se lo vorrete fare potremo comunque fornirvi degli strumenti per integrare al meglio i vostri allenamenti-, e neanche di spendere soldi per costose attrezzature.
Se vorrete, vi indirizzeremo sull’alimentazione, niente diete da seguire, perché per stare bene basta la logica ed imparare ad ascoltarsi e conoscersi per riconoscersi.