Ci avete mai fatto caso che anche l’uomo é un animale?

Sì, abbiamo il pollice opponibile che ci aiuta nella manualità, abbiamo il “dono” della parola, la capacità di ragionamento che ci ha portato a costruire, inventare, arrivare ad avere una tecnologia incredibile…, ma rimaniamo comunque degli animali aventi delle caratteristiche anatomiche e fisiologiche rimaste immutate negli ultimi sette milioni di anni.

Non ci siamo evoluti, ci siamo solo “tecnologicizzati”, possiamo essere più o meno alti, di colore o con lineamenti diversi, ma i nostri organi interni sono uguali per tutti i sette miliardi di persone che abitano il pianeta Terra.

intestini

 

Quindi anche il nostro intestino è rimasto immutato nell’arco dei millenni, questo risulta 13 volte più lungo del tronco, caratteristica che accomuna tutte le specie fruttivore, mentre i carnivori presentano un intestino pari a 3 volte la lunghezza del tronco. Ed é così corto proprio perché la carne deve “uscire” velocemente prima che vada in putrefazione. Per cui, se c’è questa differenza evidente tra specie diverse un motivo per aver Fatto ciò la Natura ce l’avrà avuto.

Gli animali erbivori,invece, presentano un intestino pari a 24 volte la lunghezza del loro tronco, in quanto la digestione iniziale, la degradazione di molecole complesse come la cellulosa, richiedono una superficie e una lunghezza dell’intestino notevole, infatti é addirittura 8 volte più lungo del nostro.

 

 

Oltre all’intestino, anche la nostra dentatura é rimasta immutata, dicesi bunodonte, da bunos=collina, cioè con le cuspidi generali e delle corone dentarie a forma di collina , molto arrotondate, la cui funzionalità anatomica é perfetta per scindere la struttura della frutta, mentre quella degli animali “presunti” onnivori presenta una dentatura brachidonte, da brachius=braccio, cioè con le cuspidi generali e delle corone dentarie molto allungate, che sembrano appunto delle braccia allungate verso l’alto, la cui funzionalità anatomica é perfetta per spaccare la struttura durissima delle radici.
Gli animali carnivori, invece, presentano una dentatura secodante, da seco=sega, cioè con le cuspidi generali e delle corone dentarie a forma di sega, con funzionalità anatomica perfetta per lacerare le carni delle loro prede, ma anche per sgretolare l’intera struttura esterna ed interna delle ossa, fonte principale dei sali minerali di cui hanno bisogno.
Gli erbivori presentano una dentatura selenodonte, da selenia=luna, cioè con le cuspidi generali e delle corone dentari a forma di spicchio di luna, tale da formare una sorta di raspa per una perfetta macerazione meccanica delle fibre cellulosiche delle piante erabcee. Che la Natura ci voglia ancora dire qualcosa?

Da queste constatazioni, e da molte altre, si evince che siamo animali fruttivori e in particolar modo abbiamo un cibo adatto esclusivamente per la nostra specie.
L’onnivorismo in natura non esiste, se non per pura sopravvivenza. Il monotrofismo (un unico cibo per ogni specie animale) serve per ricavare il massimo dell’energia da quell’alimento con il minimo sforzo possibile, questo per rientrare nel Principio della Minima Energia, che porta necessariamente e stabilmente sempre la vita stessa alla standardizzazione della soluzione biochimica più semplice, ciò che in fisica e biofisica è definita “la tendenza di qualsiasi sistema materiale vivente o non vivente, verso una situazione di minima energia”, che é la definizione stessa di evoluzione.

koala

 

Provate a pensare agli animali che mangiano un solo alimento: c’è il koala che si ciba solo di foglie di eucalipto, la giraffa che mangia le foglie di acacia, il panda che si nutre di bambù…

Sono solo tre esempi, ma qualsiasi animale viva all’interno della sua nicchia ecologica, e abbia abbondanza di cibo specie-specifico, mangerà unicamente quello, senza andare in cerca di altro. Noi però non lo facciamo. Perché?

 

 

giraffa-bruca-acacia

This picture taken on February 16, 2014 shows six month old giant panda cub Long Long eating bamboo in an enclosure in Chimelong Safari Park in Guangzhou. Giant pandas, notorious for their low sex drive, are among the world's most endangered animals. Fewer than 1,600 pandas remain in the wild, mainly in China's Sichuan province, with a further 300 in captivity around the world. CHINA OUT AFP PHOTO (Photo credit should read STR/AFP/Getty Images)                                                                                                                      Luca

2 Comments

  1. Benedetta de Mari

    Bell’articolo Giorgia!
    Mi permetto di aggiungere una nota: siamo l’unico mammifero che si ciba per tutta la vita di latte, rubandolo oltretutto ad un altro mammifero che ha esigenze di crescita e nutrizionali ben diverse da quelle umane ( un neonato – e ancor meno un adulto – non cresce e non deve crescere come un vitello, giusto?). Oltretutto abbiamo una prima dentizione che guarda caso è l’unica a chiamarsi “da latte”…ci sarà ben un perché?
    Te envio un abrazo que llegue hasta Canarias y un beso gordo.
    Benedetta

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